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Chi si rivolge alla Consigliera di Parità

  1. Una lavoratrice o un lavoratore che ritiene di aver subito una discriminazione di genere:
    1.1 nell’accesso al lavoro;
    1.2 nella formazione professionale;
    1.3 nello sviluppo di carriera;
    1.4 nella retribuzione; in relazione alla maternità;
    1.5 al rientro dai periodi di congedo per maternità, per paternità o congedo parentale.
  2. Il cittadino che desidera ricevere informazioni:
    2.1 sulla normativa generale di parità e pari opportunità;
    2.2 sulla tutela della maternità;
    2.3 sugli strumenti di conciliazione;
    2.4 sugli strumenti contrattuali.
  3. I soggetti sindacali al fine di:
    3.1. segnalare casi di discriminazione di genere;
    3.2. collaborare alla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici;
    3.3. collaborare a progetti di promozione delle pari opportunità.
  4. Le aziende pubbliche e/o private al fine di ricevere un aiuto per:
    4.1 promuovere azioni positive;
    4.2 proporre progetti sulla flessibilità
    4.3 (L.n. 53/2000 e D.lgs. n. 151/2001);
    4.4 istituire organismi di parità.
  5. Istituzioni ed Enti locali al fine di:
    5.1 predisporre il piano di azioni positive in base all’art. 48 del D.lgs. n.198/2006;
    5.2 istituire organismi di parità.
Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Welfare locale
··› Servizio Politiche del Lavoro
Proprietà dell'articolo
data di creazione: martedì 12 ottobre 2010
data di modifica: martedì 4 ottobre 2011